QUELLE BANDIERE SPAGNOLE, IL NOSTRO TRIONFO PIÙ GRANDE

Il giorno dopo è sempre difficile svegliarsi, perchè la sera prima prendere sonno non è stato facile. Tanti i rimpianti, tante le delusioni da smaltire. Non era facile battere questo Barcellona di alieni, ma eravamo gli unici oggi in Europa a poterci riuscire. Niente da fare.

Sui social e non solo, l’Italia non bianconera si è scatenata in un tripudio di festeggiamenti pro Barcellona. Fa male vedere che di unità nazionale in questi casi non si parla assolutamente. Meglio vedere ammainare mestamente il vessillo tricolore a favore di quello spagnolo, piuttosto che gioire di una vittoria degli odiati bianconeri.

La scusa è che noi al loro posto abbiamo fatto lo stesso. Vero, forse in tanti di noi, ma tutti sicuramente no.

Ma quelle bandiere spagnole devono farci piacere. Perchè significa che siamo definitivamente tornati i più forti, i primi della classe, quelli che sono così bravi da risultare insopportabili ai compagni.

La sconfitta è stata amara, non esistono sconfitte dolci, inutile tentare di addolcire la pillola. Siamo stati bravi ma non abbastanza. Eppure noi, l’anno prossimo, saremo qui a riprovarci.

Le basi sono incoraggianti: Dybala, il più forte talento della sua generazione, un fenomeno che rende facile quello che per tutti è difficile, un top player assoluto che può raggiungere qualsiasi livello. E poi Berardi, Rugani, Pogba, Morata. Talenti incredibili, il nostro domani.

Continuate a sventolare quelle bandiere straniere, vi serviranno.