PAOLO BONOLIS SI DEPRIME: “NOSTRI GIOCATORI LI HA ANCHE IL SASSUOLO, LA JUVE INVECE…”

Paolo Bonolis, grande tifoso interista, ha rilasciato una lunga intervista a Supernews in vista del derby d’Italia:

Sig, Bonolis, l’ultimo Juventus-Inter risale allo scorso 27 gennaio. Un netto 3-0 in Coppa Italia a favore dei bianconeri. A distanza di un mese, e alla luce della grande prova d’orgoglio offerta dai ragazzi di Allegri contro il Bayern, che partita si aspetta dall’Inter domenica sera?

Mi aspetto una partita profondamente differente. Da una parte vi è una squadra che ha dimostrato in questi ultimi tempi di essere incredibilmente aggressiva, forte e colma di volontà, ovvero la Juve; dall’altra parte c’è una squadra che sta attraversando un periodo di flessione importante dovuta anche ad un’assenza concreta in rosa di un centrocampista qualitativamente valido. Non è un caso se nelle ultime partite abbiamo subito diverse reti allo scadere. Abbiamo molti incursori e ruba palloni, come se il nostro fosse un centrocampo composto da De Napoli, Re Cecconi e Gattuso: per l’amor di Dio, grandi guerrieri, ma la fantasia chi la mette? La nostra è catalizzata interamente dalla trequarti in su, nell’ultima parte del campo, quando giocano Ljajic, Jovetic e Palacio. Partire dalla difesa di conseguenza è molto complicato.

Sino al termine del 2015, l’opinione pubblica vedeva nell’Inter di quest’anno una squadra in grado di poter per lo meno lottare per lo scudetto insieme alla Juventus e al Napoli. Le sconfitte casalinghe contro Lazio e Sassuolo hanno avviato un processo negativo per Mancini e i suoi. Dove sta la verità? Troppe aspettative all’inizio o il calo era effettivamente pronosticabile?

Beh, se le cose ti girano puoi portare a casa dei risultati anche con questa rosa, ma per mantenere un processo di qualità nel corso del tempo bisogna che ci siano tutti i reparti completi con determinate caratteristiche. A noi manca fondamentalmente un regista, un metronomo, uno in grado di inventare. Quindi ovvio che all’inizio la squadra sia stata abile a mantenere degli standard elevati, ma non è una casualità se abbiamo vinto spesso per 1-0. Per carità, vittorie importanti, ma indice di come la squadra produca poco. Con la Fiorentina ad esempio abbiamo fatto un tiro in porta, perdendo in malo modo, sì perché abbiamo subito goal allo scadere, ma fondamentalmente perché l’Inter fa fatica a creare occasioni potenzialmente pericolose, così come nelle partite contro Lazio, Carpi e Sassuolo.

Sabato scorso a San Siro erano presenti sia Ronaldo che Mourinho, due pezzi di storia del mondo Inter. In particolare il portoghese è stato particolarmente osannato dalla curva nerazzurra, con lo striscione celebrativo del triplete. Se dovesse scegliere oggi, proseguirebbe il percorso con Mancini o aprirebbe la porta al ritorno di Mou?

Mancini secondo me è un allenatore eccellente. Il problema è che devi avere una rosa che ti permetta di giostrare la tua eccellenza. Voglio dire, se tu costruisci anche degli schemi lenti, ad esempio 4 passaggi per arrivare in porta, ma uno dei 4 passaggi viene sbagliato, salta tutto. In una squadra i piedi buoni sono fondamentali. A calcio si gioca certamente con il fisico, con la resistenza, con la tenacia, ma si gioca prima di tutto con un mezzo, il pallone, il quale va trattato nella maniera in cui necessita di viaggiare o altrimenti finisce a tarallucci e vino. Il problema dell’Inter fondamentalmente è questo. Dal mercato mi aspetto 2-3 centrocampisti dai piedi buoni per limare tale negatività che altre squadre non hanno. Non so, lo stesso Sassuolo ha un Magnanelli che sa svolgere quel ruolo! Con tutto il rispetto per il capitano dei neroverdi naturalmente, ma non stiamo parlando di Iniesta. L’Inter quel ruolo coperto non ce l’ha. Ha Felipe Melo, che è un ragazzo che va a corrente alternata; ha una sua fragilità emotiva in campo che non riesco a capire da cosa derivi. La Juventus, che non ha più Pirlo, può contare comunque su Marchisio, Pogba, Khedira; tutta gente che il pallone sa trattarlo. Lo stesso Napoli può contare su un centrocampo che sa essere aggressivo, ma anche conservativo. L’Inter sa essere solo aggressiva.

Domenica sera al centro dell’attacco nerazzurro ci sarà salvo sorprese Mauro Icardi, uno che ha un feeling particolare contro la Juventus. Quanta fiducia c’è da parte sua nei confronti di un centravanti che quest’anno sta vivendo una stagione differente rispetto alla scorsa, per lo meno dal punto di vista dei numeri.

Penso che Icardi stia man man ingranando e tornando ai livelli dello scorso anno. Il punto è che se arrivano due palloni a partite è oggettivamente complicato per ogni tipo di attaccante buttarla dentro. Io ho visto molte volte arrivare sul fondo l’Inter, sia con Telles che con Perisic, o con lo stesso Nagatomo, e abbiamo sbagliato dei cross incredibili! Francamente non credo che in Serie A siano ammissibili certi errori. Puoi non prendere la testa dell’attaccante, vero, ma non mandare il pallone nei parcheggi al di fuori dello stadio. E’ tutta fatica che ti indebolisce l’anima. Sono ragazzi che danno tutto per la maglia, ma la qualità nei piedi nel calcio viene prima di tutto.

Sig. Bonolis, chi vede favorita nella corsa finale tra Juventus e Napoli?

Questo devi chiederlo al mago di Arcella! Sinceramente non te lo so dire. Meriterebbero lo scudetto entrambe, certo. Se la Juve proseguirà il proprio cammino in Champions potrebbe caricarsi dal punto di vista emotivo, ma dall’altra parte potrebbe perdere energie. Il Napoli ora che è fuori dall’Europa League si concentrerà esclusivamente sul campionato e questo non è un fattore assolutamente da sottovalutare.