COSA TEMERE E COSA NO DEL REAL MADRID

A poche ore dalla sfida importantissima del Santiago Bernabeu, La Gazzetta dello Sport analizza da vicino i punti forti e quelli deboli dei Campioni d’Europa in carica. Innanzitutto la cabala.
La Juve, dopo aver vinto 2-1 in casa, ha passato il turno cinque volte su cinque, compresi gli ottavi contro il Borussia Dortmund, quest’anno. Una squadra, quella tedesca, offensivamente temibile, ma attaccabile in difesa come gli spagnoli.  Solo apparentemente in controtendenza il dato Real: ha perso 2-1 in trasferta 8 volte, è uscita solo tre. Ma erano le ultime tre.
I PUNTI DEBOLI – Il Real di oggi non è migliore dei Real possibili. Senza Modric, infortunato, non ha un vero regista. Benzema rientra da un mese di stop, Bale è spesso avulso dal gioco, gli esterni difensivi danno poche certezze (vedi Carvajal all’andata), Casillas è al centro di una contestazione feroce. E l’assetto con tre punte e tre centrocampisti offensivi rischia di coprire poco la difesa. La Juve arriva a questa semifinale di ritorno con la mente sgombra perchè conscia di aver già ottenuto un obiettivo impensabile alla vigilia di questa Coppa dei Campioni. In più il ritorno di Pogba permette di schierare la formazione titolare. Tuttavia non sottovalutiamo le motivazioni del Real. Il Barcellona aspetta in finale: basterebbe questo, per una squadra che probabilmente si è giocata la Liga. C’è di più: la voglia di scrivere la storia (mai nessuno due Champions di fila), la volontà di far rimangiare a qualcuno i fischi (Casillas), le infinite risorse di Ancelotti. Insomma: per certi aspetti non ci sarebbe partita, per altri la Juve ha tante cartucce per la battaglia di Madrid.